Piatti tipici
Acquacotta
La zuppa più antica e identitaria della Tuscia. Nata dalla tradizione povera dei butteri e dei contadini, l’acquacotta è preparata con pane raffermo, cicoria di campo, uovo in camicia e una generosa grattugiata di pecorino.
Un piatto che racconta la storia di un territorio, dove nulla si buttava e tutto si trasformava in nutrimento.
Pappardelle al Ragù di Cinghiale
Il piatto simbolo della cucina dei Cimini. La pasta fresca all’uovo, tirata a mano e tagliata larga, incontra un ragù lento di cinghiale selvatico profumato con rosmarino, alloro e vino rosso locale.
Un primo piatto che richiede pazienza e fuoco basso, proprio come vuole la tradizione contadina della Tuscia.
Pasta e Funghi Porcini dei Cimini
In autunno i boschi intorno a Vetralla si riempiono di porcini dal cappello carnoso e dal profumo inconfondibile. Tagliatelle o rigatoni mantecati con aglio, olio, prezzemolo e i funghi freschi appena raccolti: un piatto che sa di bosco e di stagione.
Da settembre a novembre è il momento migliore per assaporarlo nelle trattorie del territorio.
Zuppa di Farro
Il farro è uno dei cereali più antichi coltivati nella Tuscia. Cucinato lentamente con legumi, verdure di stagione e un filo di olio extravergine a crudo, dà vita a una minestra densa, nutriente e profondamente legata alla cultura contadina del territorio.
Un piatto invernale che scalda il corpo e racconta la semplicità virtuosa della cucina povera laziale.
Agnello alla Cacciatora
Il secondo piatto della domenica per eccellenza. L’agnello viene cotto lentamente in tegame con olive, capperi, rosmarino, aglio e vino bianco, fino a quando la carne diventa tenera e il sugo si restringe in una salsa densa e profumata.
Un piatto che profuma di festa e di famiglia, immancabile sulle tavole vetrallesi durante le ricorrenze.
Tozzetti, Maritozzi e Nociata: l’anima dolce di Vetralla
I tozzetti alle nocciole, i maritozzi con la panna e la nociata a base di noci e miele chiudono ogni pasto con la dolcezza genuina della pasticceria contadina. Preparati ancora oggi artigianalmente, sono il souvenir gastronomico più amato dai visitatori.
Da accompagnare con un bicchiere di vino passito o un caffè ristretto, come vuole la tradizione.